IVDC 2010: la game industry italiana in fermento

Lo scorso fine settimana si è svolto a Roma l’IVDC 2010, il congresso nazionale degli sviluppatori di videogiochi  italiani. Il summit ufficiale della Filiera di Produttori di Videogiochi Italiani di Assoknowledge in Confindustria è stato organizzato da AIOMI, l’Associazione Italiana Opere Multimediali Interattive, che promuove la cultura del videogioco in Italia, trattato ancora ingiustamente come un media minore (nel migliore dei casi fra l’altro).
La tre giorni di incontri e talk diretta da Marco Accordi Rickards e Raoul Carbone ha visto la partecipazione di istituzioni (questa è una bella notizia) e protagonisti del settore italiano (Milestone, Black Bean Games, Kalicanthus). Vera guest star della giornata conclusiva di lunedì è stato Peter Molyneux, autore di successi quali Populous e Fable.
Una finestra importante, che ha dato visibilità e spazio a quanto si muove nel settore indipendente è stato l’IVDC Indie, animato dall’ottimo Salvo Mica della siciliana E-Ludo, e che ha visto l’intervento di molti sviluppatori, mostrando nel settore un fermento quasi insospettato.
Sono intervenuti, fra gli altri, i ragazzi di NextSoft presentando Bacteriovirus, vincitore dell’Imagine Cup, il simpatico duo creativo di Serenata e Drakkar Dev, frutto di coraggiosi “emigranti di ritorno”. Tutte persone molto valide e soprattutto appassionate. Questa è la caratteristica che si leggeva fra le righe di ogni intervento.
L’evento, che non è stato solo a uso e consumo degli addetti ai lavori, ha dato anzi l’idea di una creatività e spirito imprenditoriale che meritano un’attenzione maggiore in virtù del crescente valore strategico del settore videoludico, oltre che di un potenziale umano che non ha nulla da invidiare ad altri Paesi.
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